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La felicità arriva quando smetti di chiederti perchè!

Il ruolo dei perchè

Se ti stai chiedendo perchè...

La fase in cui cominciamo a farci delle domande nella vita arriva molto presto, in genere verso i due anni e va avanti anche fino a 8 -10 anni.In questo delicato momento della nostra vita purtroppo sorgono anche i primi condizionamenti che determineranno il nostro modo di pensare e di approcciarsi alla vita.  Da bambini chiediamo perchè su tutto, dal perchè c'è il temporale al perchè siamo stati puniti, a perchè non possiamo fare certe cose, ecc...chiediamo perchè sulla vita , e vogliamo conoscere. E' una fase naturale dell'esistenza.Il problema è che il genitore, per proteggere il figlio risponde sempre a tutte le sue domande e spessso con risposte che neanche lui conosce e su cose di cui non ha mai avuto prova. Perchè la vita, diciamo la verità, è un bel mistero e e per quanto possiamo spiegarla da un punto di vista scientifico e biologico il massimo che possiamo fare è spiegare il fenomeno ma mai l'origine del fenomeno stesso. Per spiegare l'origine dei fenomeni ricorriamo alla religione, o all'ateismo, ossia a una forma di credenza che sviluppiamo per cercare di dare un senso alle nostre vite. Questa è una delle origini dei primi problemi, perchè la religione è un complesso di credenze e riti che ci fanno attribuire a un Dio pressochè sconosciuto l'evasione di domande di cui non conosciamo le risposte. Non cambia molto per chi è ateo, perchè è anch'esso un credente. Crede che non esista un Dio, mentre chi segue una religione crede che un Dio esista. Entrambi sono dei credenti. Credere vuol dire prestare fede alle parole di qualcuno, alla Parola di Dio per i credenti, al niente per i non credenti.Il problema è che crediamo cose che non ci spieghiamo e delle quali spesso non siamo convinti. Perchè in realtà credere davvero presuppone avere fatto esperienza di qualcosa. Crederesti che il tuo gratta e vinci contiene un premio di  500.000 euro finchè non lo gratti e vedi il numero vincente? O crederesti che potrai avere 100, 1000 o un milione di euro tra un mese? Potrai convincerti di questo, e molti guru potranno convincerti che solo per il fatto che ci credi e ti riempi la casa di post con su scritto il numero di soldi che vorresti avere li avrai. Questa è la fregatura più grande di tutti gli insegnamenti della legge dell'attrazione di cui si parla così tanto.Il concetto è molto semplice: non si può credere a qualcosa di cui non si è fatto esperienza.

Infatti quello che chiamiamo Dio, e che abbiamo costruito a nostra immagine e somiglianza, è diventato il Dio del bisogno, il nostro bisogno di dare una risposta che ci consola della nostra ignoranza.Allora andiamo in chiesa, accendiamo candele , oppure pratichiamo la religione nella speranza di ottenerne dei benefici personali o le risposte che non abbiamo e che affidiamo a preti, insegnanti, guru, ecc...risposte che ci danno una qualche consolazione, fino a che non si arriva al perchè di nuovo quando ci accade qualcosa che non va come avremmo previsto. Una malattia, un problema economico, una sofferenza qualunque.In quel momento spessso la nostra presunta fede va in frantumi, perchè DIo non ci ha accontentato.

Allora Dio è buono o è cattivo?

E Perchè soffriamo se c'è un Dio?

Oppure ancora , Dio perchè a me?( frase di per sè grandemente ego-istica perchè evidentemente riteniamo che quella cosa non doveva accadere a noi perchè siamo buoni o ci comportiamo bene ma a qualcun'altro), Ai bambini rispondiamo spesso cose che non sappiamo o alle quali non crediamo davvero perchè non le abbiamo sperimentate, e generiamo in loro i primi falsi condizionamenti. Le credenze che gli resteranno appiccicate, togliendogli inoltre la possibilità di scoprire da soli il mistero, cosa che lascerebbe loro un certo margine di libertà e possibilità. Dio vuole che tu faccia così oppure non vuole che tu faccia questo o quello, ma ne siamo davvero convinti? Ovvio che no.Cominciamo fin da piccoli a soffocare i loro talenti credendo di ssaperla più lunga, quando sarebbe meglio, se non abbiamo una risposta dire semplicemente "non lo so".

Ma abbiamo paura.

I condizionamenti che riempiono il nostro cervello sono moltissimi, dal " questo noi non ce lo possiamo permettere" allo "smettila di sognare,  quella cosa non è per te", alla vecchia frase, che chi è dellla mia generazione conosce bene: "non siamo mica Rockfeller?" E chi l'ha detto? Fin da piccoli cresciamo con l'idea della scarsità, e questo impedisce di fare entrare l'abbondanza nella nostra vita, perchè in realtà non crediamo veramente, crediamo per comodo. Perchè è più comodo pensare che qualcuno abbia le risposte per noi, ma non serve. Solo tu puoi detrminare la tua vita. Molti anni fa sono rimasta sorpresa quando ho appreso che la prima paura dell 'essere umano non è la morte ma la povertà. Del resto, la povertà è una forma di morte perchè se sei povero, non puoi avere nulla, e a chi piacerebbe essere povero? Restare senza nulla? In realtà possiamo diventare poveri se siamo già poveri indipendemente dal nostro conto in banca e ricchi se siamo già ricchi ancora indipendenetemnete dal nostro conto in banca e dalle proprietà che abbiamo. E arrivo ad una frase che un grandissimo ci ha lasciato e che rimane per lo più misteriosa. "A chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto anche quello che ha".

 Apparentemente è una frase molto ingiusta: non ho e mi si toglie il poco che ho, e  se ho e mi viene dato? Come si può concepire un'idea del genere?

A questo punto facciamo un piccolo esercizio, vi faccio una domanda. Immaginate di trovarvi davanti alla somma che avete sempre desiderato, e non abbiate limiti nel pensarla ok?  Siete davanti ad un immensa quantità di denaro, quindi finalmente potete comprare tutto quello che volete. Il mondo vi apaprtiene, tutto quello che volete è li per voi. Immaginate allo stesso momento di essere soli. Comprate la casa dei vostri sogni ma siete soli; avete finalmente una macchina fantastica ma non avete nessuno che possa salirci con voi.Vivete in una villa fantastica piena di ogni comfort, avete il frigorifero pieno di cose deliziose, ma siete soli. In poche parole non avete nessuno che possa condividere con voi la vostra ricchezza: NESSUNO.

E nessuno a cui mostrarla.

Vi fa lo stesso effetto?

Immagino di no: tutto quello che avete a questo punto diventa totalmente inutile, perchè non avete nessuno con cui condividere.

Ed ecco svelato il primo segreto:

La ricchezza e l'abbondanza per loro natura hanno bisogno di essere condivise.Niente ha valore se non nella condivisione. L'abbondanza cessa di essere tale se non è condivisa.

Questa è la base di quello che vorrei trasmettervi e la decodificazione di quella frase misteriosa di cui sopra. Se avete ma non condividete vi sarà tolto, se avete e condividete vi sarà dato. La ricchezza è possibile solo nella condivisione, perchè non siamo soli a questo mondo. Ma voi onestamente chiedete anche per gli altri o solo per voi stessi?  Ho partecipato molto tempo fa a un gruppo di preghiera: le persone pregavano ad alta voce, e chiedevano al loro Dio, chi salute, chi risoluzione ai propri personali problemi, di lavoro, economici, familiari ecc...e in quel momento mi venne un intuizione: Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato a risolvere i nostri problemi quando noi non siamo interessati a risolvere quelli degli altri? In quello stesso momento nacque in me una preghiera, e dissi a me stessa : Dio, ti prego, aiutami a dimenticarmi di me. Sentii che i miei personali problemi non potevano essere al centro del mondo, e che avevo bisogno di dimenticarmi di me. Chiedete e vi sarà dato: quanti di voi hanno chiesto e gli è stato dato? Allora è una bugia? Il nostro Dio è bugiardo?Oppure non sappiamo chiedere? Chiedere per sè stessi e basta non permette all'abbondanza di fluire, perchè è un atto innaturale e fortemente ego-istico. E se vi è un'entità superiore, qualunque sia il nome che volete dargli, il fatto che potette avere sotto gli occhi è che non siete soli in questo mondo: non siete gli unici ad avere problemi, non siete gli unici a non avere soldi, o amore, o altro. Ma quando chiedete ponete male la domanda, ecco perchè non ricevete! Se volete solo per voi stessi, anche se professate di credere in realtà state negando l'esistenza del Dio nel quale credete. Quando vi chiedete perchè a me e non a lui, lei, state giudicando voi meritevoli di qualcosa e l'altro immeritevole. Ma non si può giudicare, e non sono la prima a dirlo! Non si può giudicare perchè i nostri giudizi partono sempre da un punto di vista limitato: Il nostro.

 Vi faccio un esempio: La vostra auto è parcheggiata e voi avete un appuntamento molto importante; avete fretta di uscire dal parcheggio ma una macchina vi si è parcheggiata davanti e il proprietario non arriva nonostante continuiate a suonare il clacson: cominciate a vedere che si sta facendo tardi e diventate nervosi, imprecate, vi arrabbiate, perchè VOI state facendo tardi. Dopo 30 minuti vi spostano l'auto che vi impediva di uscire e dopo avere scaricato la rabbia sulla persona che vi aveva impedito di muovere la vostra, correte verso l'appuntamento con tutte le vostre idee in testa qualunque esse siano. Avete formulato dei giudizi, accade, ma non potete farlo perhè semplicemente non vi è possibile.

Vi mostro una possibilità diversa. Mettiamo che se partivate in quell'esatto momento in cui dovevate o volevate farlo, in quella mezzora che avete ritenuto di avere perso, un camion vi fosse poi arrivato addosso e aveste perso la vita, come vedreste il fatto di essere stai fermi mezzora? La vedreste una benedizione, e il vostro appuntamento importante e tutte le negatività che ne potevano conseguire perderebbero di importanza perchè voi siete salvi! Vi torna? Allo stesso modo quando invidiate qualcuno perchè vi sembra felice, perchè ha tutto quello che voi non avete, potete vedere dentro al suo cuore e alla sua anima? Potete sapere se e davvero felice ? NO. Ecco perchè non è possibile giudicare. Questi sono insegnamenti fondamentali che dovrenmo dare anche ai nostri figli invece di rispondere ai loro perchè con la nostra ignoranza. Se non abbiamo una risposta, meglio dire un semplice non lo so , piuttosto che costruire una risposta di comodo.

L'età dei perchè non finisce mai in realtà, e non è sbagliato farsi delle domande. Anzi. Vi invito a farvi dlele domande, perchè nessuna risposta arriva se non c'è una domada. Se volete avere questo o quello dovete domandare. Difficilmente vi daranno una cosa in un negozio se entrate e rimanete muti. Solo, poichè quando chiedete vi è dato siate attenti a farvi la domanda giusta.Volte soldi? Amore? Carriera? Salute? Potete avere tutto questo ma doverte sintonizzare i vostri pensieri su frequenze diverse, e prendere in mano la responsabilità della vostra avita. Perchè quello che vi accade è il risultato di quello che chiedete. Anche se non vi sembra. L'universo non vede il singolo perchè l'abbondanza non è tale se siamo soli e se non possiamo condividerla. La condivisione è alla base dell'abbondanza e alla base della legge dell'attrazione, che non contempla l'EGO-ismo.Per questo se avete ( x condividere) vi sarà dato, e se non avete ( da condividere ) vi sarà tolto anche quello che avete.Non chiederti più perchè, chiediti come. Non perchè non hai qualcosa, ma come puoi averla, e prima ancora di chiedere qualcosa domandati perchè la vuoi e ricordati che non sei e non vuoi essere solo.